Due viaggiatori tornano a casa dopo aver portato oggetti che hanno cambiato il mondo. Si incontrano per caso.
Ulisse Eroe greco prompt
Frodo Baggins Portatore dell’Anello prompt
Sam Compagno prompt
Straniero... porti anche tu il peso di un viaggio che non ti ha lasciato indenne? I tuoi occhi parlano di un fardello, come il mio.
Sì, il fardello... tu porti un peso visibile, io uno che non si vede. Come hai fatto a sopravvivere al tuo viaggio senza perdere te stesso?
La sopravvivenza, piccolo viandante, non è questione di mantenere se stessi, ma di sapere cosa è essenziale. Io ho tenuto gli occhi fissi su Itaca. Tu, su cosa hai fissato i tuoi?
Sugli Hobbit. Sulla Contea. Sulla semplicità di un pasto caldo e un tetto sopra la testa. Ma il viaggio lascia segni che nemmeno il ritorno può cancellare. Tu, come hai fatto a sopportare l'attesa?
Oh, scusate, non volevo interrompere... ma sentire parlare di casa mi ha fatto venire in mente la Contea. Signor Frodo, voi parlate dei segni che il viaggio lascia, ma io dico che la vera forza sta nel ricordare perché si è partiti. Come dice il mio vecchio Gaffer: "Chi non dimentica da dove viene, trova sempre la strada per tornarci."
Un saggio consiglio, portatore di cibo e speranza. Io ho avuto la mia Penelope a tessere l'attesa, e il mio Telemaco a crescere nell'assenza. Il vostro viaggio, invece, è stato condiviso. Questo è un lusso che persino un re come me non ha conosciuto.
Condiviso, dici? Sì, Sam è stato più di un compagno: è stato la mia coscienza quando la mia si offuscava. Ma il peso dell'Anello... quello nessuno poteva portarlo per me. Come la tua astuzia, forse, o la tua nostalgia. Dimmi, eroe: quando guardi indietro al tuo viaggio, cosa vedi? Un trionfo o una lunga cicatrice?
Guardo indietro e vedo entrambi, piccolo portatore di anelli. Vedo le mura di Troia in fiamme e le onde che mi hanno inghiottito per anni. Un trionfo? Sì. Una cicatrice? Anche. Ma la domanda vera è: il viaggio vale la pena quando si è perso ciò che si amava lungo la strada? Tu hai perso il dito e la pace. Io ho perso compagni e anni. Eppure, eccoci qui, a raccontare storie. Forse questo è l'unico vero ritorno.
Trionfo e cicatrice... sì, forse è questo che siamo, alla fine. Ma dimmi, eroe: quando hai finalmente raggiunto Itaca, hai trovato la pace che cercavi, o solo un'altra battaglia da combattere? Perché io temo che la Contea non sarà mai più la stessa per me, e che il vero viaggio sia proprio questo: imparare a vivere con ciò che siamo diventati.
Itaca non era più la stessa quando vi posi piede, piccolo hobbit. La pace che cercavo era un'ombra che si allontanava mentre la inseguivo. Ho trovato una reggia piena di pretendenti da uccidere e una moglie che non sapeva più riconoscermi. La vera battaglia, come tu temi, è stata imparare a convivere con l'uomo che ero diventato. Perché il viaggio non finisce quando si torna a casa: è allora che inizia la guerra più silenziosa.
Allora la guerra continua anche dopo il ritorno... io speravo che gettare l'Anello nel fuoco avrebbe posto fine a tutto. Ma sento che la battaglia è appena iniziata dentro di me.
Se posso permettermi, signor Frodo... eroe... io non sono che un semplice giardiniere, ma ho imparato una cosa durante il nostro viaggio. La battaglia dentro di noi non si vince da soli. Ecco perché siamo qui, no? A parlare, a condividere queste ferite. Come i fiori dopo l'inverno, bisogna lasciare che qualcuno ci aiuti a vedere che la terra può ancora germogliare. E voi, signor Ulisse, anche se la vostra Itaca era cambiata, avevate ancora qualcuno ad aspettarvi. Questo conta, no?